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Photography by Ernesto Bazan
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I Benedetti (CSI Cuzco), Peru 2006

Il nome del mio quinto workshop Peruviano: I Benedetti (CSI Cuzco) esprime perfettamente questo viaggio indimenticabile. Uno dei primi giorni io e Sara abbiamo avuto l’ esperienza incredibile d’essere testimoni di un’autopsia del corpo di un uomo deceduto in circostanze misteriose in un posto sperduto fra le montagne. Non potevamo credere ai nostri occhi che c’era stato concesso l’improbabile permesso di poter fotografare questo momento che non ti capita di vedere tutti i giorni. L’indomani assieme a Marc ci siamo ritrovati nel bel mezzo di un matrimonio. Ma una volta entrati nel cortile di casa, ci siamo resi conto che erano soltanto i preliminari della festa. Qualche momento più tardi siamo stati invitati alla celebrazione “ufficiale” in un piccolo villaggio a quattro mila metri d’altezza. Arrivando siamo stati ricevuti da uno stormo di pappagallini selvaggi che volavano sopra le nostre teste. Che spettacolo vedere la loro enorme felicità mentre svolazzavano felici nel cielo terso! La luce era magica come lo erano alcuni dei momenti che scorrevano dinnanzi a noi. Abbiamo lavorato sodo per cercare di arrestare istanti interessanti. Dopo esserci accomiatati dai nostri sposi siamo ritornati a Maras. Il pulmino lentamente percorreva la stretta strada sterrata fiancheggiata da delle montagne maestuose. Le Ande ricoperte di neve s’estendevano vaste davanti a noi. Con nostra gran sorpresa, una volta rientrati in paese, ci siamo imbattuti nel corteo funebre dell’uomo che era stato vivisezionato due giorni prima. Ho preso la decisione di seguire la piccola folla che s’incamminava lentamente verso il cimitero, al bordo del paesino. Non è stato facile documentare il pianto disperato dei bambini per la morte improvvisa di loro padre. Ma nessuno sembrava obiettare la nostra presenza. Un uomo ha spinto gentilmente alcune persone per darmi un angolatura migliore. La luce si stava affievolendo mentre la bara trovava il suo riposo definitivo. Mi sono avvicinato alla vedova. Le ho offerto una piccola somma di denaro per il futuro difficile d’allevare sei bambini da sola. Mi ha abbracciato forte per alcuni istanti. In quel momento ho sentito che queste incredibili epifanie erano il segno chiaro che Perù sarebbe diventato il paese che mi è stato destinato approfondire nella mia vita fotografica. Presterò attenzione a questi segnali divini e cercherò di ritornare in Perù più spesso che potrò negli anni a venire. Altri workshop saranno pianificati nei prossimi anni per scoprire e condividere con i miei studenti quest’affascinante paese.

Ernesto Bazan

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