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Photography by Ernesto Bazan
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Group In The Middle of No Where Argentina

Nel mio peripatetico girovagare in America del Sud non avevo mai incontrato un paesaggio così brullo e maestoso. I miei occhi si rallegrano nel vedere l’orgogliosa Pampa Argentina con le sue sconfinate estensioni di terra dove le vicuna e i lama pascolano felici. Ho capito immediatamente che lavorare in questi luoghi aprirà nuove prospettive al mio progetto su quello che considero già da tempo il “mio” continente

Sono stato fortunato nell’avere avuto questo gruppo di studenti eccezionali totalmente dedicati alla loro crescita fotografica e desiderosi d’apprendere. Adoro l’idea che gente che parli lingue diverse possa trovare nella fotografia un linguaggio comune.

Come ha sottolineato Willard, l’idea di fotografare il nulla rappresentava una sfida fantastica per tutti noi. C’è anche servito come ispirazione per il nome del gruppo: En el Medio de la Nada. Quando arrivavamo ad un villaggio con pochi segni di vita, sempre incoraggiavo tutti loro a cercare momenti, a stare lì il più a lungo possibile. E come sempre, quasi per magia, apparivano improvvisamente epifanie semplici e speciali.

A Casabindo invece ci siamo trovati ad affrontare il problema opposto con numerosi grappoli di gente partecipando a questa festa religiosa unica. Tori incazzati dappertutto, una corrida senza spargimento di sangue, offerte alla Pacha Mama, la madre terra, e molti altri momenti indimenticabili si dipanavano davanti ai nostri occhi.

Le sessioni d’editing accanto al camino, mangiando formaggio e bevendo rum sono state semplicemente una maniera speciale per stare assieme ed imparare l’uno dall’altro.

Due situazioni mi hanno colpito particolarmente: la prima dentro un piccolo cimitero silenzioso ed elegante dove abbiamo visto un ragazzino portare una lunga asse di legno mentre scendeva da una collinetta ripida dove suo nonno stava costruendo una tomba. E poi ricordo la capra scannata dentro una casa modesta dove un bambino giocherellone s’è disteso sopra l’animale morto utilizzando il corpo privo di vita come un tamburo.

Momenti semplici, profondi, insperati che la dea della fotografia regala ai fortunati che testardamente persistono in ciò che credono senza fermarsi mai.

Vi prometto che prima della fine del 2008 metterò alcune delle mie foto di questa esperienza unica sulla mia pagina web.

Ernesto Bazan

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