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Photography by Ernesto Bazan
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Agua Para Nescafe

Sono abbastanza felice di ritornare a Tlacotalpan dopo uno iato di un anno. E così vicina a Veracruz, così piena di vita e personalità. Ogniqualvolta che ho uno studente che ritorna allo stesso workshop, mi sento felice sia per lui sia per me perché so, scatterà foto migliori e più sottili. Chad è ritornato. Sa bene cosa aspettarsi, cosa fare. Posso leggere sul suo volto che è felice d’essere ritornato.

La città lentamente viene fuori dalla sua atmosfera assonnata mentre i visitatori incominciano ad arrivare per rendere tributo alla Madonna della Candelaria. Assaporiamo questo feeling rilassato mentre girovaghiamo per il paese scattando foto, facendo quelle prime colazioni favolose al mercato, fotografando gli uccelli che volano lungo il fiume. E’ un buon gruppo di studenti. Lo sento! Lentamente incominciano a conoscersi fra di loro. A poco a poco mentre i festeggiamenti incominciano a prendere forma, il nostro lavoro diventa sempre più agitato, senza sosta. Quasi non dormiamo. I musicisti hanno incominciato il loro festival di tre giorni; inizia la sfilata in maschera, quella con i cavalli; i tori cominciano la loro pazza cavalcata, la gente scappa istericamente, anche se continua a provocarli. C’è il luna park, l’ammazzata dei maiali, le cerimonie religiose fuori e dentro la chiesa che contribuiscono all’incredibile pandemonio inarrestabile che s’impossessa del paesino.

Durante la prima colazione o a cena ci scambiamo storie, guardiamo assieme i file dell’unica fotografa digitale. Apprendiamo tutti guardando le sue foto. Improvvisamente è già tempo di ritornare a Veracruz per sviluppare tutti i rulli e continuare con l’editing. Ma la bellezza di continuare a fotografare non è ancora finita. Un giorno li porto alla capitale dello stato di Veracruz, l’intrigante Xalapa e in diversi villaggi limitrofi. Continuiamo a esplorare. C’imbattiamo con una brigata di tagliatori di canna da zucchero che ci lasciano fotografarli con molta disponibilità. Durante le cene a casa mia Sissy e Silvia ci fanno provare i loro manicaretti durante le pause delle sessioni d’editing in cui guardiamo i tanti rulli sia a colori sia in bianco e nero. Alcune buone fotografie incominciano a venire a galla. La più felice è Silvia: l’unica principiante del gruppo. E’ riuscita a fare le foto più belle negli ultimi giorni del workshop. Le avevo detto che avrebbe imparato tanto sia da me sia dagli studenti; che sarebbe riuscito a fare delle belle foto se avesse prestato attenzione ai nostri consigli. Adesso finalmente capisce cosa volevo dirgli. Mentre completiamo la selezione finale, ci rendiamo conto che ogni studente è riuscito a raccontare l’avventura vissuta in maniera diversa e personale. Chad ha delle fotografie davvero buone che daranno maggiore profondità al suo lavoro passato. Frank ha utilizzato la sensibilità del suo occhio in maniera molto personale creando foto intime. Romain ha creato un bellissimo gruppo di fotografie su Tlacotalpan che non raccontano assolutamente la festa. Il denominatore comune è che riflettono più di ogni cosa il suo stato d’animo. E come dicevamo prima, Silvia capisce il grande salto che ha fatto rispetto alle foto che aveva portato nel suo portfolio. Ciò che non smette mai di stupirmi è che s’è avverato ancora una volta il miracolo di potere scattare delle belle fotografie. Un paio di settimane dopo ho avuto l’opportunità di guardare i miei provini. Per la prima volta dopo cinque anni sento che le mie foto stanno incominciando a capire l’essenza di questa festa.

EB

 

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